4 Tappa la Staffetta del Bianchello Az. Ag. Claudio Morelli

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La quarta tappa de La Staffetta del Bianchello è partita da Il Colle delle Terrazze, in zona Roncosambaccio. Gli onori di casa sono stati fatti da Claudio Morelli che ha guidato il gruppo in una passeggiata fino alla vicina Azienda Agricola biologica Semi di Zucca. L’attività è di Alessandro e Anna, compagni non sono nel lavoro, che nel 2013 hanno deciso di vivere la terra. Hanno sistemato la casa che era della famiglia di Anna e da qui tutto è iniziato. Una scelta di vita non facile, ma che permette di avere grandi soddisfazioni.

La proprietà è di cinque ettari, che comprendono un uliveto con centoventi piante, un grande orto, un giovane frutteto, una zona dedicata al semenzaio e il restante terreno è dedicato alla rotazione delle colture seminative. Completa la compagine aziendale un pollaio. Da cui è partito il tour.

«Le nostre galline sono recintate, ma sempre all’aperto. Depongono le uova dove vogliono – spiega Alessandro – e non è un caso che siano assieme agli alberi da frutto. In questo modo le piante sono concimate in modo naturale, in cambio, ogni tanto, le galline si premiano mangiando qualche frutto fresco. Le casine di legno sono mobili, così da poter raccogliere la pollina e usarla come concime».

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Lo scorso anno, una volpe ed i suoi cuccioli hanno fatto razzie, ben 53 vittime. Alessandro non si è però perso d’animo. Ha recintato tutto con un filo elettrico. Ora gli unici attacchi arrivano dal cielo: le cornacchie. A seminativo c’è al momento lenticchia e poco distante del farro. Viene fatta grande attenzione alla diversificazione. È stato predisposta a frutteto (albicocchi e peschi) una porzione di terreno sabbiosa, una terra che si dilava molto velocemente. Una zona difficile per fare ortaggi, anche se, una volta che ha preso il via, la pianta cresce bene. Quelle che vengono coltivate, sono sementi selezionate la cui resa, rispetto agli ibridi, è di un solo terzo. «Le piogge del maggio passato, hanno duramente provato le fragole. Di contro, però, cipolle e carciofi ne hanno giovato molto – continua Alessandro – Il nostro orto, è un orto erboso. Sia per questioni di manovalanza, sia per sfruttare al massimo le sostanze nutritive. Per lo stesso motivo usiamo tecniche di pacciamatura: ricoprendo il terreno con uno strato di materiale (un telo o del fieno), si impedisce la crescita delle malerbe, si mantiene l'umidità nel suolo, si protegge della pioggia battente e si mitiga la temperatura del suolo.

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Il giro si è concluso con un fresco Hugo. Naturalmente il sambuco dell’Azienda Semi di Zucca e lo spumante brut di Morelli. La carica perfetta prima della passeggiata di ritorno. 

Una volta arrivati a Il Colle delle terrazze il gruppo si è diviso. Alcuni sono andati ad accomodarsi, mentre un gruppo ha fatto visita alla vigna, di ben 48 anni, sotto la guida di Claudio. Un territorio storico, in cui, si dice, passasse la Flaminia. Le viti sono piantate in modo tale che molti lavori spesso automatizzati, debbano essere fatti a mano. Nonostante le fallanze, Claudio, ha voluto mantenere il DNA del vigneto, piantando piante nuove insieme a quelle storiche.

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La famiglia Morelli si dedica all’agricoltura dagli anni Trenta. Inizialmente dedita principalmente agli ortaggi, produceva anche frutta e vino. Negli anni 50, ha abbandonato il mondo ortofrutticolo concentrando tutte le risorse umane ed economiche esclusivamente sulla viticoltura, recuperando e coltivando vitigni autoctoni e in modo particolare il Biancame. Attualmente conta circa 22 ettari di vigneto e 400 ulivi. Si coltivano nella zona DOC uve di Bianchello del Metauro e di Sangiovese e inoltre i vitigni Montepulciano, Cabernet e Vernaccia Rossa in sei distinti vigneti situati nelle colline della valle del fiume Metauro. La cantina di vinificazione si trova a Mondavio, in località Sant’Andrea di Suasa, mentre la cantina di affinamento e l’imbottigliamento si trovano a Fano.

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«Siamo state tra le prime aziende ad aderire a La Staffetta del Bianchello – spiega Claudio – eravamo inizialmente una dozzina. Sara, con la sua energia ed il suo sorriso ci ha subito convinto della validità di questo progetto. Credo che il connubio del Bianchello con la terra ed il mare sia vincente. Pochi prodotti che nascono dalla terra, si sposano così bene con quelli del mare». La cena è iniziata con un

benvenuto di terra”: un crostone con verdure in fricot (provenienti da azienda Agricola Semi di Zucca) ed è continuata con un richiamo al mare: il brodetto alla fanese preparato dallo Chef Flavio Cerioni del Ristorante Alla Lanterna di Fano. Il Professor Corrado Piccinetti ha spiegato alcune curiosità riguardanti il brodetto. Una tradizione locale, diversa da zona a zona, nato come pasto preparato sulle barche per i pescatori, fatto con ingredienti diversi in base all’area di pesca e al fondale. In ogni caso sempre preparato con pesci meno pregiati, poiché i migliori venivano destinati alla vendita al mercato. «Prima si mangiavano i pesci senza spine, per una questione di velocità.

Altrimenti si rischiava di non riuscire a fare il bis – ha spiegato il Professore – Gli ultimi giorni di pesca della settimana, si portava a casa del pesce. Di tipi diversi. Il brodetto era il piatto più adatto da preparare. La ricetta è molto cambiato nel tempo. Con l’avvento dei motori la pesca si è evoluta. Si è riuscito a pescare anche in profondità. Molte varietà di pesce si sono diffuse dopo il 1950 quando i motori sono diventati più potenti. Inoltre, con sistemi di refrigerazione sempre più avanzati, si è riuscito a mantenere il pesce per periodi sempre più lunghi. Tutti questi fattori hanno portato costanti modifiche al piatto». Immancabile durante la serata la presentazione dell’Associazione Camminando sui tuoi passi e dei progetti La Staffetta del Bianchello e L’Altra staffetta. Alla serata ha preso parte anche Marco Pirozzi, fondatore dell’Associazione Francesca Pirozzi Onlus che insieme all’AIS promuove il progetto delle etichette d’autore a cui partecipano le Aziende delle due staffette. «Iniziative di questo tipo non hanno solo un importante fine sociale, grazie ai fondi raccolti per la ricerca, ma hanno l’importante funzione di far avvicinare al territorio. Scoprire realtà importanti e legate alla tradizione. È un importante canale di valorizzazione territoriale». Per conoscere meglio l’Associazione, vi invitiamo a visitare il sito francecapirozzi.it. 






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I partecipanti alla serata sono stati un centinaio, come sempre un pubblico variegato. «Ho frequentato anni fa i corsi di primo e secondo livello – dice Lorenzo, di Lunano – sono informato sulle serate come questa dall’AIS. I miei genitori vengono spesso, quando possiamo ci uniamo anche io e Anna, la mia ragazza. Quando seguivo il corso mi sono appassionato molto al mondo del vino, non ho poi continuato per concentrarmi sull’esame di maturità. Ho portato un lavoro su “L’internazionalizzazione del vino biologico”. Ai tempi era ancora molto indietro come settore, in questi anni si è sviluppato molto. Ho provato a rimanere in questo settore, lavorativamente parlando. Non ci sono riuscito, ma serate come questa sono sempre una pratica piacevole».
Insieme all’ Associazione Camminando sui Tuoi Passi hanno contribuito all’ideazione della serata, Rosanna, Alice, Chiara e Iulia seguono del corso ITS. Sono infatti state loro a proporre e organizzare la visita all’Azienda Agricola Semi di Zucca «La Staffetta è un evento già rodato – dice Rosanna – però è stato molto bello portare il proprio contributo al progetto. È stata un’esperienza costruttiva ed ampiamente formativa». 

Prossimo appuntamento? La quinta tappa sarà venerdì 21, alle ore 18.00 presso l’azienda Terracruda! 

Segante in agenda! 😉 

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